venerdì 18 febbraio 2011

Ma io mi chiedo

perché la gente dice cose che non pensa?
Cioè questa finta carineria, questo facile entusiasmo che poi è una bolla di sapone, a che serve?
Io sarò anche fatta male perché quando una cosa non la penso non la dico e magari tante volte sono la "fredda" della situazione, chiusa e diffidente e blablabla...però sull'altro piatto della bilancia c'è che non parlo a vanvera. Cerco di essere il più onesta possibile con le persone che ho accanto.Perché, nonostante la diffidenza, io le persone intorno a me le rispetto.E spesso mi metto nei loro panni.

Magari può sembrare una cosa adolescenziale e forse un problema della mia (a tratti) ipersensibilità, però se mi dici che mi vuoi vedere e poi non è vero ma mi dite voi che senso ha??!
Si, possiamo andare qui, fare questo, fare quello. E poi...mmm scusa non ho tempo!!
Ma se io non ti ho chiesto niente e hai fatto tutto da solo!!!BOH!

Ma posso mettere più cose nel carrello delle piccole delusioni quotidiane.
Tipo chi si professa la tua migliore amica e poi non sa niente di te, e ad ogni occasione che si presenta per passare del tempo insieme è stanca, stressata, e ma proprio stasera devo vedere lui, eh ma sai domani mi alzo presto/mi devo lavare i capelli!!
Però ricordati sempre che sei la mia migliore amica e guai a non farti il regalo di compleanno!!!

Va beh non starò qui a strapparmi i capelli per queste sciocchezze.
Resta il fatto che cerco di farmi scivolare addosso queste cose, ma le persone che parlano tanto per parlare non le capirò mai.

mercoledì 12 gennaio 2011

A volte ritornano...


In questo caso sono io che torno a scrivere dopo un bel po'...tre mesi sono tanti per un blogger no?
Provo invidia e ammirazione per quelli che riescono a scrivere tutti i giorni o quasi, e sempre cose interessanti!
Va beh ma questo è un po' il mio diario, potrò scriverci quando mi sento più ispirata, no?

E poi tante volte, le parole è meglio lasciarle scorrere, lasciarle andare lontano, che se le scriviamo poi restano a perseguitarci...


Sono passati alcuni mesi e io sono sempre la stessa.
O forse un po' cambiata ma non ancora consapevolmente.
Sono passati alcuni mesi dalla mia partenza e a distanza tante cose si vedono meglio. Anche noi stessi.
Sono sempre la solita, ma credo che ogni relazione, ogni esperienza continui incessantemente a modellare quello che siamo.
Sono sempre la stessa ma un po' più forte.Un po' più sicura.Un po' meno incompresa.
Con nuove esperienze, nuovi posti e nuove persone, che mi porterò sempre dentro, capaci anche solo in 5 minuti di darti uno spunto costruttivo, di aprirti una porta, di farti vedere qualcosa che, sepolto nel fondo, non avevi più voglia e coraggio di guardare.
Persone che consapevolmente o no ti ridanno fiducia nel prossimo. Proprio quando avevi smesso di contare sugli amici di una vita.
Se io cambio anche le persone intorno a me hanno diritto di cambiare no?
Adesso lo so. Ho imparato ad accettarlo. Mi ha fatto male, ma mi ha riportato sulla terra. Tutto muta. Non significa in meglio o in peggio.Semplicemente muta.Sta a noi accettarlo e imparare a relazionarci con il nuovo. Anche quando non te l'aspetti. Anche quando tutto quello di cui avremmo bisogno è com'erano le cose prima del cambiamento.
E' buffo pensare che nonostante uno sia capace di superare problemi e crisi serie, si ritrovi di nuovo deluso come un bambino di fronte ad un amico che semplicemente si dimentica che esisti.
Che magari ti ferisce e ti delude.
E' triste, va bene, ma non è la fine del mondo.
E poi è anche una scena già vista. Ma com'è, non ci dovremmo abituare a un certo punto?

Sono un'ottimista travestita da pessimista. Patetica.

2011.
Punto e a capo.
Vorrei che fosse davvero così per alcune cose.
Vorrei che fosse davvero così per alcune cose, ma so anche che dipende tutto da me.

2010, grazie per:
gli amici che non pensavo di avere e che si sono rivelati tali,
il viaggio/i viaggi che mi hanno fatto sentire viva,
le persone che ho incontrato, che sono la parte principale di ogni viaggio,
le cose che ho imparato, anche le più sceme,
i piccoli gesti che mi scaldano il cuore,
le serate in cui vorresti restare a casa, però poi esci
le cose sui cui non conti e che poi ti sorprendono
le telefonate che è come se non fossi mai partita
la sensazione di libertà
la soddisfazione di aver fatto la scelta giusta












venerdì 1 ottobre 2010

Si viaggiare

Viaggiare è bello.
Viaggiare è emozione, novità, entusiasmo.
Viaggiare è libertà, è crescere, è linfa vitale.

A volte però è anche non avere pace perché c'è sempre altro da fare e vedere.
Il timore che sia una "febbre" da cui è difficile guarire.
Ma forse, dopotutto, non è un male.
Dipende dai punti di vista. Tutto dipende sempre dalla prospettiva da cui si guarda.

Sono contenta e orgogliosa dell'opportunità che mi sono data e dell'esperienza che sto facendo.
Ho solo paura che non mi porti da nessuna parte. E dove dovrebbe mai portarmi del resto?Non lo so nemmeno io.

Dovevo partire per sei mesi e ho già iniziato a posticipare il ritorno.
L'Australia è troppo grande e troppo bella per lasciarla andare così, senza averle dato la possibilità di stupirti in ogni suo aspetto.
Cosa sono del resto 6 mesi nell'arco di una vita?
In una vita che si conosce a memoria sono i soliti 6 mesi, vissuti qui forse non li dimenticherò mai.

Vorrei solo riuscire a godermi il "viaggio" al 100% e smetterla di farmi troppe domande.
Lo so che spesso bisogna rinunciare a cercare una risposta. Non è sempre detto che ci sia. O magari non sempre è il momento giusto per riceverne una.








lunedì 23 agosto 2010

Domande a caso in una mattina a caso...

E' possibile lasciarsi veramente alle spalle il passato?
O tutto quello che ci succede, tutte le persone che incontriamo, la famiglia in cui cresciamo, le piccole e le grandi cose che ci feriscono rimangono comunque dentro di noi formando per sempre quello che siamo?
Ci si può staccare da tutto questo in qualche modo?E soprattutto mi chiedo se a volte non sarebbe meglio chiudere tutto in una scatola e provare a vedere come saremmo senza "strings attached".
Nella vita di tutti i giorni uno non si accorge di questo "substrato" ma se mi fermo a riflettere mi accorgo che ogni singola azione compiuta o subita avrebbe meno peso se non dovessi poi "renderne conto" al mondo intorno a me.
E' possibile scrollarsi di dosso tutto e vivere veramente, almeno per un po', liberi al 100% da condizionamenti di ogni tipo? Avrebbe senso farlo o alla fine è giusto che sia così o saremmo solo più persi in una realtà del genere?
E soprattutto, ha senso questo post?!!


sabato 31 luglio 2010

Ricominciare

Un'altra volta in un paese straniero.
Un'altra volta ritrovarsi senza la possibilità di dire una cosa esattamente come la si pensa.
Un'altra volta senza poter ridere come rido di solito, senza quell'umorismo che è attuabile solo con un'eccellente padronanza della lingua straniera.

Un'altra volta senza legami (o quasi) e senza certezze.

Possibilità infinite e l'equilibrio precario tra aspettative e il freno posto ai pensieri per tutelarsi dalle eventuali delusioni. Cercare di non averne, per prendere così, inevitabilmente, solo il buono di questa esperienza.

Un'altra volta come rinascere con sensi nuovi, più affinati, più vivi.
Ogni piccola cosa può provocare un'emozione, un brivido, un sorriso, una riflessione.
Tutto è sempre lo stesso eppure diverso e interessante.
Ogni giorno, ogni minuto qui significa imparare, stupirsi, godersi appieno ogni aspetto della vita senza perdersi ancora nel meccanismo malato della routine che è pericolosa come poche cose al mondo. Può inghiottirti senza darti il tempo di rendertene conto e portarti via il bello delle piccole cose. Nella vita normale è una lotta continua.
Qui tutto diventa più facile e per un po' respiro aria nuova e mi rigenero.



giovedì 1 luglio 2010

Non tutto scorre

Mi dico spesso che aver studiato poco di tutto non sia servito concretamente a niente.
E un po' mi fa rabbia la mia educazione non molto vendibile sul mercato.
Adesso non apro la parentesi disoccupazione/precarietà/generazione mille euro perché non ne verrei fuori e rischierei di scrivere un trattato...tra l'altro anche male. Poi la gastrite aumenta e siamo in clima vacanze...troppo fuori contesto!

Parlo in generale e più superficialmente della sensazione di aver passato anni sui libri e ora di non essere in grado di parlare approfonditamente di un bel niente di quello a cui ho dedicato tanto tempo in passato.
Questo mi dispiace e a volte mi fa sentire un po' idiota.
Mi consolo perché le persone intorno a me confermano di non ricordare molto di ciò che hanno appreso anche con fatica e pazienza negli anni della scuola o dell'Università.
(Premessa: non sono in età pensionabile, da qui un po' l'amarezza del non ricordare!)

Poi però ci sono dei momenti in cui mi rendo conto che anche se a volte di alcuni libri o di alcune lezioni mi è rimasto poco quel poco è stato un tassello fondamentale nella mia formazione.
Adesso forse non ho bisogno del resto, ma ha tutto fatto parte di un processo di crescita che mi ha portato ad essere quello che sono...ecco magari potrebbe anche esserci poco di cui essere fieri...ma tant'è.

Tra le cose che mi sono rimaste come illuminazioni sulla via di Damasco ci sono anche alcuni romanzi, o anche solo alcune frasi, alcuni concetti estrapolati da quei romanzi.
Mi piace segnarmi delle parti che apprezzo particolarmente in un libro...quando qualcuno riesce ad esprimere qualcosa che tu non eri riuscito neanche ancora a pensare è un piccolo miracolo.

Oggi ripensavo a quando per la prima volta ho letto Winesburg Ohio di Anderson e fu amore a prima lettura.
Sinceramente non ricordo esattamente le varie vicende e non saprei raccontarne la trama.
Ma segnai una parte che mi colpì e che negli anni ho sempre ritrovato calzante e mi è tornata alla memoria in una serie infinita di contesti differenti. Adesso ho perso quel quaderno di citazioni ma internet è una manna dal cielo se si ha un po' di pazienza...

In principio, quando il mondo era giovane, c’erano molti pensieri ma non esisteva nulla di simile a una verità. Le verità le fabbricò l’uomo, e ogni verità fu composta da un grande numero di pensieri imprecisi. Così in tutto il mondo ci furono verità. Ed erano meravigliose.

Il vecchio aveva elencato nel suo libro centinaia di verità. Io non cercherò di riferirvele tutte. C’erano la verità della verginità e la verità della passione, la verità della ricchezza e quella della povertà, della modestia e dello sperpero, dell’indifferenza e dell’entusiasmo. Centinaia e centinaia erano le verità, ed erano tutte meravigliose. Poi veniva la gente. Ognuno appena compariva, si gettava su una delle verità e se ne impadroniva; alcuni, molto forti, arrivavano a possederne una dozzina contemporaneamente.

Erano le verità che trasformavano la gente in caricature grottesche. Il vecchio aveva una sua complessa teoria a questo proposito. Era sua opinione che quando qualcuno s’impadroniva di una verità, e diceva che quella era la sua verità e si sforzava di vivere secondo essa, allora costui si trasformava in una caricatura, e la verità che egli abbracciava, in una menzogna.

lunedì 28 giugno 2010

Pensieri e parole

"Non pensare a niente è molto difficile.
Ci provi, ti strizzi le meningi e ti metti a pensare che non devi pensare a niente e ti sei già fottuto perché questo è un pensiero"

Allora non mi resta che pensare solo alle cose belle...
e penso al sole, al mare, alle montagne che vedo fuori dalla mia finestra, alle persone a cui voglio bene, ai momenti passati in compagnia, ai piccoli gesti che ti segnano dentro, alle risate e agli abbracci...


A volte però sarebbe molto più facile non pensare a niente.
Chissà come si fa.