martedì 24 aprile 2012

Scelte e soddisfazioni

Finchè il cambiamento che stiamo cercando non avviene, il tempo che lo precede sembra infinito.
Non sapendo se e quando troveremo un lavoro si è in balia dell'ignoto.
Non si possono fare programmi, non si sa quanto a lungo potremo restare senza prima di toccare veramente il fondo.
E poi, così, da un giorno all'altro, dopo mesi di estenuante ricerca, curriculum, email, telefonate, viaggi, consigli chiesti e ricevuti, tutorial su youtube e ancora articoli di giornali e blog e come fare, cosa dire, cosa non dire, dove cercare, umiliazioni, introspezioni...un lavoro.
E tutto si ferma.
E' quello che cercavo? Mi porterà da qualche parte? Mi darà soddisfazioni? Potevo trovare di meglio? Potevo trovare lo stesso in Italia?
Non lo so.
Mi toccherà rimboccarmi le maniche e stare a vedere.
Io ricomincio da qui.


sabato 21 gennaio 2012

...dormire forse sognare...

Prendere il caffè la sera non ti fa dormire.
Non è un concetto difficile. Eppure perché **** mi lascio trasportare dagli eventi?
Ah, sì, giusto. Perché siccome ultimamente già prendo sonno difficilmente, che fai non ti dai una mano da sola? Ecco, così, per evitare di farmi assalire dall'ansia della mia vita che sento profondamente allo sbaraglio, mi tocca scrivere un post da far perdere nel mare magnum di internet. Così risparmio la carta del mio taccuino per i momenti senza pc...e poi si ha come quella sensazione, che qualcuno da qualche parte, possa passare prima o poi a farti PAT PAT sulla spalla.
Perché siamo proprio esserini buffi noi.
Gli estranei ci piacciono spesso più di chi conosciamo da una vita. A volte ci capiscono meglio di chi ci sta accanto, perché per forza di cose, non hanno pregiudizi, non ci hanno ancora etichettato. Commentano UNA frase, un pensiero, senza psicoanalizzarti, senza dover per forza chiedere spiegazioni, senza rimproveri, senza "ah si perché tu". E poi se non hanno niente da dire, tacciono. Non sparano sentenze gratuite. Non dicono frasi di circostanza. Sono spontanei perché non ti devono niente.
E' che quelli della vita reale sono anche stanchi di stare a sentire sempre le stesse cose. Tanto sanno già cosa pensi. Non ti fanno nemmeno più parlare. Non ti chiedono nemmeno più se ti va di farlo. E comunque, non ascolterebbero.
Cioè che palle, ho già i miei problemi. Sì sì, ma vedrai che andrà tutto bene. Allora andiamo al cinema?
Però che carini, quando ti telefonano per attaccarti delle seghe infinite su di LORO, perché alla fine anche se non ci sentiamo spesso però lo-so-che-siamo-amici-e-posso-sempre-contare-su-di-te.
Sono soddisfazioni avere amici così. Cioè perché in fondo è vero che gli amici si vedono nel momento del bisogno. Il loro.
E quindi niente. Mi piace buttare il mio pensiero confuso e delirante in un posto così. Perché questa è casa mia e qui comando io. E vaffanculo ogni tanto ne ho bisogno.
E uno si stanca anche di tenere sempre duro e aspettare tempi migliori.
E ci si può anche stancare di non potersi lamentare, perché cazzo che fai ti lamenti pure, ma dai non hai niente di cui lamentarti.
E invece sì cazzo, ho cose di cui lamentarmi e mi lamento.
Non ho voglia di vedere il lato positivo per stavolta. Non ce la faccio. Voglio vedere quello negativo ed esserne stanca, posso? Sì, stasera sì. Domani giuro che mi rimetto la faccia da persona adulta e anche la "faccia allegra per il prossimo Carnevale".
Però stasera punto i piedi, stasera sono triste, stasera mi piango un po' addosso, stasera mi incazzo con me stessa perché non sono ancora riuscita a cambiare le cose che non vanno in me.
Stasera sono triste e mi sto sul cazzo. E voglio sentirmi libera di farlo, senza sentirmi pure in colpa. Stasera va così.

mercoledì 11 gennaio 2012

Il criceto e la ruota

No, questo non è un racconto per bambini.
Questa è la fotografia di come mi sento ora.
Un criceto nella ruota.
Io corro corro corro...e corro e corro e poi continuo a correre...e sono sempre nello stessa situazione.

Ho anche come la sensazione di avere già usato questa metafora.
Ormai inizio ad essere un disco rotto. Mi ripeto...torno sempre al punto di partenza.

E' frustrante.
E' fastidioso.

Partire, restare, vivere, sopravvivere.
Fare quello che tutti si aspettano da te oppure assumersi il rischio di seguire l'istinto.

Tutta colpa di quella stupida storiella della cicala e della formica.
A me la formica sta anche un po' sui maroni...io non voglio fare la vita della formica...ma nemmeno la fine della cicala. Non esiste una via di mezzo??

domenica 27 novembre 2011

Credo non sia una buona idea...

...cercare un lavoro mentre si legge Bukowski...

"Come cazzo è possibile che ad un uomo piaccia essere svegliato alle 6.30 da una sveglia, scivolare fuori dal letto, vestirsi, mangiare a forza, cagare, pisciare, lavarsi i denti e pettinarsi, poi combattere contro il traffico per finire in un posto dove essenzialmente fai un sacco di soldi per qualcun altro e ti viene chiesto di essere grato per l'opportunità di farlo?"

Charles Bukowski, Factotum

E la cosa più bella è tutta nell'entusiasmo che devi dimostrare...Cioè non bastano capacità, un buon cv.
No.
Mica basta essere dinamici, flessibili, seri, propositivi, con una predisposizione a lavorare in team ma anche, ovviamente, in modo autonomo e per obiettivi, con ottime capacità organizzative e comunicative...blablablabla.
Noooo.
Vogliono veramente che tu gli dica quanto saresti FELICE di avere l' opportunità di lavorare per la loro fantastica azienda. Ma ci devi credere veramente. Devi proprio convincerli che fare la segretaria era il tuo sogno fin da bambina.
Forse dovrei pensare a qualche corso di recitazione.

mercoledì 14 settembre 2011

Una cosa che mi manda fuori di testa: la burocrazia

La burocrazia, la regola di nessuno, è divenuta la forma moderna di dispotismo. (Mary Therese McCarthy)



lunedì 29 agosto 2011

Si può provare ad essere ottimisti

...in una realtà che peggiora giorno per giorno davanti ai nostri occhi?
La situazione italiana è alla deriva da anni, da molto prima di quando abbiamo iniziato a preoccuparcene seriamente.
Eppure finché ci sarà il nostro piccolo orticello continueremo a non curarcene più di tanto.
Del resto, che possiamo fare??
Ma sì, piano piano le cose si aggiusteranno.
Prima o poi questo Paese di Pulcinella finirà anche di scavare il fondo. E allora si dovrà pur risalire.
Crederci è l'unica cosa che ci resta...forse.
Eppure ci sono danni collaterali che arrivano fin dove non avremmo mai immaginato.
Nelle cose stupide e banali di ogni giorno.
Il malessere invade ogni aspetto delle nostre vite, a partire dalle relazioni con gli altri.
E tutto diventa un problema, tutto diventa motivo di polemica.
Tutti sono scontrosi, arrabbiati, nervosi, aggressivi, rassegnati...sulla difensiva. A priori.
Così che, anche quando si è in buona fede, è difficile trovare qualcuno che non ti abbia già etichettato.
Ci si ritrova a subire il malessere degli altri, giudicati a tavolino o semplicemente guardati con sospetto. Tanto ormai ci si stupisce più di qualcuno che non ti voglia fregare, usare, manipolare che del contrario. L'eccezione è scoprire ancora l'esistenza di una "brava persona".
Ed è contagioso. Diventa un circolo vizioso. E diventa irrespirabile.
Si può fare proprio un ottimismo vissuto altrove?
Si può continuare ad essere positivi in un mondo che ci sbraita contro?
Si può raggiungere la pace interiore quando tutti gli altri sono in "guerra", anche con te?
Io voglio davvero provarci.
Chissà quanto duro prima di esserne travolta.




giovedì 25 agosto 2011

"Nella mia stanza non scrivo molto"

"Per scrivere ho bisogno di altre condizioni e altri luoghi.
Ma lì posso pensare, sentire musica, leggere a letto e prendere appunti. Posso dar da mangiare a quattro amici; ed è, tutto considerato, un posto dove appendere il cappello."

giovedì 24 marzo 2011

Voglio una sfera di cristallo

ma non per leggerci il futuro...
voglio una di quelle sfere che hanno tutte le risposte.
Tu fai la domanda, la scuoti e tadaaaa risposta.
Easy like that.
Però vorrei una di quelle che funzionano sul serio.Cioè non dev'essere una risposta a caso, ovvio.
Dev'essere proprio la risposta che sto cercando e che non so per quale motivo non riesco a trovare
da sola.
Vorrei che qualcuno venisse semplicemente a dirmi: oh guarda che devi comportarti così, è scritto sul manuale della vita felice.
Dov'è??????!!!Dov'è il manuale?Dov'è qualcuno che sappia dare buoni consigli quando ne hai bisogno???Dov'è qualcuno pronto a dedicarmi 5 minuti del suo tempo per uscire da questo garbuglio di pensieri e paure e dubbi e insicurezze???!!!

Qualcuno con un decente QI diceva che "Non si può risolvere un problema con la stessa mente che lo ha generato".
Allora l'unica è la sfera di cristallo.

giovedì 17 marzo 2011

Strade

Ci sono persone che sanno cosa vogliono da sempre.
C'è chi sogna di essere una ballerina, chi di fare il dottore.
Magari cambieranno idea mille volte durante il cammino o magari no.
Ad ogni modo avranno sempre dritto davanti a loro un obiettivo da raggiungere. Qualcosa per cui lottare, per cui impegnarsi e per cui essere contenti una volta ottenuto.

C'è chi invece, non ha mai saputo dare un nome a ciò che gli sta intorno, a quello che è.
C'è chi da anni aspetta di capire cosa vuole dalla vita e cosa vuole farne.
C'è chi continua a rimandare l'obiettivo finale e nel frattempo vive ogni giorno così come viene.
Da un lato questo è molto bello e significa libertà, mistero, milioni di possibilità.
Dall'altro lato questo fa molta paura e significa instabilità, incertezza e fa sentire un po' più inutili degli altri, un po' meno interessanti...con la perenne sensazione che non si stia "investendo" il proprio tempo nel migliore dei modi. Che non si stia costruendo il proprio futuro.

Però c'è anche chi crede che prima o poi avrà un'epifania.
Una mattina in cui svegliandosi la risposta sarà chiara, semplice, certa.
Intanto prova a sbirciare dietro ogni porta, a darsi tante possibilità diverse così che magari la bambina che era assente quando hanno distribuito i sogni dei mestieri possa finalmente ritrovare il suo.


venerdì 18 febbraio 2011

Ma io mi chiedo

perché la gente dice cose che non pensa?
Cioè questa finta carineria, questo facile entusiasmo che poi è una bolla di sapone, a che serve?
Io sarò anche fatta male perché quando una cosa non la penso non la dico e magari tante volte sono la "fredda" della situazione, chiusa e diffidente e blablabla...però sull'altro piatto della bilancia c'è che non parlo a vanvera. Cerco di essere il più onesta possibile con le persone che ho accanto.Perché, nonostante la diffidenza, io le persone intorno a me le rispetto.E spesso mi metto nei loro panni.

Magari può sembrare una cosa adolescenziale e forse un problema della mia (a tratti) ipersensibilità, però se mi dici che mi vuoi vedere e poi non è vero ma mi dite voi che senso ha??!
Si, possiamo andare qui, fare questo, fare quello. E poi...mmm scusa non ho tempo!!
Ma se io non ti ho chiesto niente e hai fatto tutto da solo!!!BOH!

Ma posso mettere più cose nel carrello delle piccole delusioni quotidiane.
Tipo chi si professa la tua migliore amica e poi non sa niente di te, e ad ogni occasione che si presenta per passare del tempo insieme è stanca, stressata, e ma proprio stasera devo vedere lui, eh ma sai domani mi alzo presto/mi devo lavare i capelli!!
Però ricordati sempre che sei la mia migliore amica e guai a non farti il regalo di compleanno!!!

Va beh non starò qui a strapparmi i capelli per queste sciocchezze.
Resta il fatto che cerco di farmi scivolare addosso queste cose, ma le persone che parlano tanto per parlare non le capirò mai.

mercoledì 12 gennaio 2011

A volte ritornano...


In questo caso sono io che torno a scrivere dopo un bel po'...tre mesi sono tanti per un blogger no?
Provo invidia e ammirazione per quelli che riescono a scrivere tutti i giorni o quasi, e sempre cose interessanti!
Va beh ma questo è un po' il mio diario, potrò scriverci quando mi sento più ispirata, no?

E poi tante volte, le parole è meglio lasciarle scorrere, lasciarle andare lontano, che se le scriviamo poi restano a perseguitarci...


Sono passati alcuni mesi e io sono sempre la stessa.
O forse un po' cambiata ma non ancora consapevolmente.
Sono passati alcuni mesi dalla mia partenza e a distanza tante cose si vedono meglio. Anche noi stessi.
Sono sempre la solita, ma credo che ogni relazione, ogni esperienza continui incessantemente a modellare quello che siamo.
Sono sempre la stessa ma un po' più forte.Un po' più sicura.Un po' meno incompresa.
Con nuove esperienze, nuovi posti e nuove persone, che mi porterò sempre dentro, capaci anche solo in 5 minuti di darti uno spunto costruttivo, di aprirti una porta, di farti vedere qualcosa che, sepolto nel fondo, non avevi più voglia e coraggio di guardare.
Persone che consapevolmente o no ti ridanno fiducia nel prossimo. Proprio quando avevi smesso di contare sugli amici di una vita.
Se io cambio anche le persone intorno a me hanno diritto di cambiare no?
Adesso lo so. Ho imparato ad accettarlo. Mi ha fatto male, ma mi ha riportato sulla terra. Tutto muta. Non significa in meglio o in peggio.Semplicemente muta.Sta a noi accettarlo e imparare a relazionarci con il nuovo. Anche quando non te l'aspetti. Anche quando tutto quello di cui avremmo bisogno è com'erano le cose prima del cambiamento.
E' buffo pensare che nonostante uno sia capace di superare problemi e crisi serie, si ritrovi di nuovo deluso come un bambino di fronte ad un amico che semplicemente si dimentica che esisti.
Che magari ti ferisce e ti delude.
E' triste, va bene, ma non è la fine del mondo.
E poi è anche una scena già vista. Ma com'è, non ci dovremmo abituare a un certo punto?

Sono un'ottimista travestita da pessimista. Patetica.

2011.
Punto e a capo.
Vorrei che fosse davvero così per alcune cose.
Vorrei che fosse davvero così per alcune cose, ma so anche che dipende tutto da me.

2010, grazie per:
gli amici che non pensavo di avere e che si sono rivelati tali,
il viaggio/i viaggi che mi hanno fatto sentire viva,
le persone che ho incontrato, che sono la parte principale di ogni viaggio,
le cose che ho imparato, anche le più sceme,
i piccoli gesti che mi scaldano il cuore,
le serate in cui vorresti restare a casa, però poi esci
le cose sui cui non conti e che poi ti sorprendono
le telefonate che è come se non fossi mai partita
la sensazione di libertà
la soddisfazione di aver fatto la scelta giusta












venerdì 1 ottobre 2010

Si viaggiare

Viaggiare è bello.
Viaggiare è emozione, novità, entusiasmo.
Viaggiare è libertà, è crescere, è linfa vitale.

A volte però è anche non avere pace perché c'è sempre altro da fare e vedere.
Il timore che sia una "febbre" da cui è difficile guarire.
Ma forse, dopotutto, non è un male.
Dipende dai punti di vista. Tutto dipende sempre dalla prospettiva da cui si guarda.

Sono contenta e orgogliosa dell'opportunità che mi sono data e dell'esperienza che sto facendo.
Ho solo paura che non mi porti da nessuna parte. E dove dovrebbe mai portarmi del resto?Non lo so nemmeno io.

Dovevo partire per sei mesi e ho già iniziato a posticipare il ritorno.
L'Australia è troppo grande e troppo bella per lasciarla andare così, senza averle dato la possibilità di stupirti in ogni suo aspetto.
Cosa sono del resto 6 mesi nell'arco di una vita?
In una vita che si conosce a memoria sono i soliti 6 mesi, vissuti qui forse non li dimenticherò mai.

Vorrei solo riuscire a godermi il "viaggio" al 100% e smetterla di farmi troppe domande.
Lo so che spesso bisogna rinunciare a cercare una risposta. Non è sempre detto che ci sia. O magari non sempre è il momento giusto per riceverne una.








lunedì 23 agosto 2010

Domande a caso in una mattina a caso...

E' possibile lasciarsi veramente alle spalle il passato?
O tutto quello che ci succede, tutte le persone che incontriamo, la famiglia in cui cresciamo, le piccole e le grandi cose che ci feriscono rimangono comunque dentro di noi formando per sempre quello che siamo?
Ci si può staccare da tutto questo in qualche modo?E soprattutto mi chiedo se a volte non sarebbe meglio chiudere tutto in una scatola e provare a vedere come saremmo senza "strings attached".
Nella vita di tutti i giorni uno non si accorge di questo "substrato" ma se mi fermo a riflettere mi accorgo che ogni singola azione compiuta o subita avrebbe meno peso se non dovessi poi "renderne conto" al mondo intorno a me.
E' possibile scrollarsi di dosso tutto e vivere veramente, almeno per un po', liberi al 100% da condizionamenti di ogni tipo? Avrebbe senso farlo o alla fine è giusto che sia così o saremmo solo più persi in una realtà del genere?
E soprattutto, ha senso questo post?!!


sabato 31 luglio 2010

Ricominciare

Un'altra volta in un paese straniero.
Un'altra volta ritrovarsi senza la possibilità di dire una cosa esattamente come la si pensa.
Un'altra volta senza poter ridere come rido di solito, senza quell'umorismo che è attuabile solo con un'eccellente padronanza della lingua straniera.

Un'altra volta senza legami (o quasi) e senza certezze.

Possibilità infinite e l'equilibrio precario tra aspettative e il freno posto ai pensieri per tutelarsi dalle eventuali delusioni. Cercare di non averne, per prendere così, inevitabilmente, solo il buono di questa esperienza.

Un'altra volta come rinascere con sensi nuovi, più affinati, più vivi.
Ogni piccola cosa può provocare un'emozione, un brivido, un sorriso, una riflessione.
Tutto è sempre lo stesso eppure diverso e interessante.
Ogni giorno, ogni minuto qui significa imparare, stupirsi, godersi appieno ogni aspetto della vita senza perdersi ancora nel meccanismo malato della routine che è pericolosa come poche cose al mondo. Può inghiottirti senza darti il tempo di rendertene conto e portarti via il bello delle piccole cose. Nella vita normale è una lotta continua.
Qui tutto diventa più facile e per un po' respiro aria nuova e mi rigenero.



giovedì 1 luglio 2010

Non tutto scorre

Mi dico spesso che aver studiato poco di tutto non sia servito concretamente a niente.
E un po' mi fa rabbia la mia educazione non molto vendibile sul mercato.
Adesso non apro la parentesi disoccupazione/precarietà/generazione mille euro perché non ne verrei fuori e rischierei di scrivere un trattato...tra l'altro anche male. Poi la gastrite aumenta e siamo in clima vacanze...troppo fuori contesto!

Parlo in generale e più superficialmente della sensazione di aver passato anni sui libri e ora di non essere in grado di parlare approfonditamente di un bel niente di quello a cui ho dedicato tanto tempo in passato.
Questo mi dispiace e a volte mi fa sentire un po' idiota.
Mi consolo perché le persone intorno a me confermano di non ricordare molto di ciò che hanno appreso anche con fatica e pazienza negli anni della scuola o dell'Università.
(Premessa: non sono in età pensionabile, da qui un po' l'amarezza del non ricordare!)

Poi però ci sono dei momenti in cui mi rendo conto che anche se a volte di alcuni libri o di alcune lezioni mi è rimasto poco quel poco è stato un tassello fondamentale nella mia formazione.
Adesso forse non ho bisogno del resto, ma ha tutto fatto parte di un processo di crescita che mi ha portato ad essere quello che sono...ecco magari potrebbe anche esserci poco di cui essere fieri...ma tant'è.

Tra le cose che mi sono rimaste come illuminazioni sulla via di Damasco ci sono anche alcuni romanzi, o anche solo alcune frasi, alcuni concetti estrapolati da quei romanzi.
Mi piace segnarmi delle parti che apprezzo particolarmente in un libro...quando qualcuno riesce ad esprimere qualcosa che tu non eri riuscito neanche ancora a pensare è un piccolo miracolo.

Oggi ripensavo a quando per la prima volta ho letto Winesburg Ohio di Anderson e fu amore a prima lettura.
Sinceramente non ricordo esattamente le varie vicende e non saprei raccontarne la trama.
Ma segnai una parte che mi colpì e che negli anni ho sempre ritrovato calzante e mi è tornata alla memoria in una serie infinita di contesti differenti. Adesso ho perso quel quaderno di citazioni ma internet è una manna dal cielo se si ha un po' di pazienza...

In principio, quando il mondo era giovane, c’erano molti pensieri ma non esisteva nulla di simile a una verità. Le verità le fabbricò l’uomo, e ogni verità fu composta da un grande numero di pensieri imprecisi. Così in tutto il mondo ci furono verità. Ed erano meravigliose.

Il vecchio aveva elencato nel suo libro centinaia di verità. Io non cercherò di riferirvele tutte. C’erano la verità della verginità e la verità della passione, la verità della ricchezza e quella della povertà, della modestia e dello sperpero, dell’indifferenza e dell’entusiasmo. Centinaia e centinaia erano le verità, ed erano tutte meravigliose. Poi veniva la gente. Ognuno appena compariva, si gettava su una delle verità e se ne impadroniva; alcuni, molto forti, arrivavano a possederne una dozzina contemporaneamente.

Erano le verità che trasformavano la gente in caricature grottesche. Il vecchio aveva una sua complessa teoria a questo proposito. Era sua opinione che quando qualcuno s’impadroniva di una verità, e diceva che quella era la sua verità e si sforzava di vivere secondo essa, allora costui si trasformava in una caricatura, e la verità che egli abbracciava, in una menzogna.

lunedì 28 giugno 2010

Pensieri e parole

"Non pensare a niente è molto difficile.
Ci provi, ti strizzi le meningi e ti metti a pensare che non devi pensare a niente e ti sei già fottuto perché questo è un pensiero"

Allora non mi resta che pensare solo alle cose belle...
e penso al sole, al mare, alle montagne che vedo fuori dalla mia finestra, alle persone a cui voglio bene, ai momenti passati in compagnia, ai piccoli gesti che ti segnano dentro, alle risate e agli abbracci...


A volte però sarebbe molto più facile non pensare a niente.
Chissà come si fa.

mercoledì 23 giugno 2010

Il buono delle cose

Cerco sempre di tirare fuori il meglio delle cose che mi si presentano davanti.

In questo momento sto leggendo un libro che non ho ancora ben inquadrato e non mi sta convincendo fino in fondo.
Ma ne ho estrapolato comunque un messaggio che mi piace e voglio annotarlo qui:

"Scegli con saggezza, perché potresti ottenere quello che chiedi"

C'è il giusto quantitativo di ottimismo di cui ho bisogno ora.


lunedì 21 giugno 2010

La valigia sul letto è quella di un lungo viaggio...

In questo "non momento" della mia vita in cui tutto è stato o sta per essere messo in stand-by ho una stanza sommersa di valigie, pacchi, pacchetti, scatole, vestiti e oggetti sparsi in ogni dooove!
E il problema è che non so da che parte cominciare per sistemare tutto.
L'ideale in questi casi è mettere il necessario nella valigia da portare via e ributtare tutto il resto dentro l'armadio.Un po' a caso e magari chiudendolo a spallate. Non posso mica passare i prossimi giorni a far entrare cose che erano sparse in una o più case in una sola stanza?!
Lasciare Bologna mi ha fatto un certo effetto, ma adesso sono concentrata sui preparativi per la grande partenza per poter lasciarmi travolgere da facili malinconie.
Oggi mi sento carica...quindi la citazione del giorno è:

venerdì 18 giugno 2010

Non c'è niente che sia per sempre

zSHARE - afterhours - non __ per sempre.mp3

"...tutto è efficacia
e razionalità
niente può stupire
e non è certo il tempo
quello che ti invecchia
e ti fa morire"

domenica 13 giugno 2010

Tutta colpa di una citazione

Io ho un problema.
A dire la verità ne ho molti ma quello di cui parla questo post è la mia personale disfunzione del "blocco del lettore".
Essa consiste nel volere a tutti i costi un libro, cercarlo, procurarselo dopo ricerche forsennate in biblioteca o in libreria o farselo addirittura comprare da terzi che lo prendono a prezzo scontato e poi... non riuscire a finirlo.
Ma allora semplice, basta mollarlo lì e leggere altro no?
E invece no. Io lo tengo lì, sul comodino.
Lo metto in borsa, sia mai riesca a trovare dieci minuti di pace a lavoro.
Me lo porto in autobus, al parco o in qualunque posto io debba fare una fila per cui potrei usarlo per ingannare l'attesa.
E irrimediabilmente trovo sempre altro da fare.
Il fatto è che odio non finire un libro.
Assioma: per giudicare e quindi avere un'opinione di un libro bisogna almeno averlo letto tutto.
Problema: sono d'accordo ma a volte faccio una fatica bestia
Risultato: non leggo il libro problematico in questione e non leggo nemmeno altro in attesa di finire il mattone in sospeso da mesi.

Al momento l'oggetto del mio cruccio è "La strada" di Cormac McCarthy.
Bello stile, ottima scrittura ma non ce la posso fare.
Mi viene l'angoscia anche solo al pensiero di doverlo finire.
Sicuramente devo smetterla di leggerlo prima di andare a dormire.
E io di libri tristi ne ho letti eh! Ho impiegato mesi per superare lo scoglio di 1984: mamma che ansia. Bello eh per carità. Ma che A-N-S-I-A.

E pensare che con McCarthy la scintilla era scoccata con una citazione.

"Nessuna lista di cose da fare. Ogni giornata sufficiente a se stessa. Ogni ora. Non c'è dopo. Il dopo è già qui. Tutte le cose piene di grazia e di bellezza che ci portiamo nel cuore hanno un'origine comune nel dolore. Nascono dal cordoglio e dalle ceneri."

Mi ero detta, si il ragazzo è un po' preso male ma in fondo siamo in parecchi, vediamo cosa ha da raccontare.

Mai citazione mi fu più fatale.

Missione della settimana: superare il blocco del lettore.

Non mi posso arenare su un misero libretto di 118 pagine (ed è scritto pure grande!).

Ce la posso fare.